Questa è una di quelle ricette che evoca tanti ma tanti ricordi dell’Andrea bambino che passava gli inverni a sciare e le estati a fare passeggiate sul Monte Rosa. Più precisamente sto parlando di Alagna Valsesia, praticamente il mio secondo luogo di nascita; mi ci han portato da quando avevo qualche settimana di vita… Vedi foto(s)… chissà cos’avevo da ridere 😀


I ricordi più vividi chissà perchè sono sempre legati al cibo? Me la sapete spiegare questa cosa? Nel caso di Alagna Valsesia i ricordi più belli sono legati a 3 cibi e altrettanti posti storici che ogni alagnese ricorda senz’altro (a qualche alagnese potrebbe scendere una lacrimuccia adesso…)
- Le paste del Pietrino del Mirella, storica pasticceria di Alagna, ormai chiusa (ahimè)
- La polenta del Mimmo della Grande Halte, la baita dove ci si fermava per pranzo e, se era l’ora della gara di speciale o gigante, anche a tifare Alberto Tomba o Debora Compagnoni (e ridere guardando Don Carlo che si incazzava come un diavolo quando Alberto ne faceva una delle sue)
- E, infine, i miacci (o le miacce) che vabbè, erano buoni ovunque, ma mai come al Guglielmina …altra lacrimuccia per il rifugio bruciato qualche anno fa :'(



Scusate questo ex-cursus nostalgico. Tutta sta premessa per dirvi che oggi vi voglio dare la ricetta per fare i miacci a casa (e che mi manca un pochino la mia gioventù ad Alagna).
Le miacce sono come delle crêpes ma dall’impasto ancora più semplice e andrebbero fatte con il ferro per le miacce, una specie di doppia padella piatta che si chiude “a morsa” e richiede un fornello a gas (vi voglio vedere a usarla sulla superficie piatta..), ma a casa potete farle anche con una normale padella antiaderente dal bordo basso.
Essendo una ricetta tradizionale (me l’ero scritta su un vecchio libro di ricette), secondo voi con cosa ungevano il ferro? Olio evo? 😀 nooo… lardo! Ok a casa, useremo l’olio da fighetti…



Potete provare la ricetta antica, ma io le ho fatte così:
Ingredienti (per 4 persone)

Per le miacce
- 1 l di latte
- 2 Cc di panna
- 500 g di farina bianca
- sale q.b.
- olio di semi per ungere la padella
Per la farcitura
- Toma piemontese (o formaggella ticinese a pasta grassa)
- Speck (se preferite prosciutto crudo o cotto …o lardo)
Procedimento
Setacciate la farina, aggiungete il sale e incoporate tutto a pioggia nel latte più la panna (precedentemente mescolati) a poco a poco rimestando bene fino ad ottenere un composto liscio.


Per fare crespelle e miacce o pancakes, consiglio sempre di versare la pastella in un contenitore col beccuccio (cosi evitate di usare il mestolo e avete la padella in una mano e il contenitore nell’altra). Questo vi permette, nel caso eccedeste con la dose in padella, di riversare dalla padella al contenitore l’eccesso e creare così una miaccia (o una crespella) più sottile 😉


Passiamo ai fornelli: ungete la padella con un po’ di olio di semi e preriscaldatela a fuoco medio.
Con la vostra mano “migliore” tenete la padella e con l’altra versatevi un po’ di pastella. Siate veloci: fate ruotare col polso la padella per far sì che la pastella si estenda uniformemente.
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Rispetto alle crespelle, la pastella delle miacce è un po’ più densa e richiede una cottura leggermente più lunga (magari rigirando la miaccia anche un paio di volte ogni minuto circa).
Nel video vi mostro come fare la parte in padella …con gesto pirotecnico finale per fare un po’ il figo ;P
Ok fatte tutte le miacce, le potete anche tenere in frigorifero qualche giorno cosi (una sopra l’altra su un piatto e avvolte nel cellophane) fino a quando non le volete farcire e usare.
Farcite come vi pare, io ho scelto speck e toma, il top del top secondo me per il mix di sapori: dolcezza, sapidità, sapore di Piemonte… e ancora tanta nostalgia!


Poi piegate in due e fate fare una bella crosticina da ambo i lati in padella! Mangiate SUBITO (formaggio ustionante) perchè fredde no, proprio non si può! È come il caffè.. bollente a costo di farsi male 😀


Nessuno vi vieta di farle alla Nutella, col burro e zucchero, con la marmellata di mirtilli ..basta non ce la faccio più, troppi ricordi :'(
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Il ferro delle minacce si trova nelle ferramente Valsesia,a varallo o Borgosesia,a scopo o prode. Ci vuole quello per forza!
Che bello leggere della Valsesia e di Alagna… Don Carlo, ancora oggi un grande mito
Prego 🙂 porto tanti bei ricordi di Alagna!
Quando nella ricetta antica scrivi “1 c di farina gialla “ cosa si intende con “1 c”? Cucchiaio? Grazie
Ciao Erica, nella ricetta fotografata (molto vecchia) presumo si tratti di cucchiaio (da zuppa) ma ti consiglio di seguire quella che ho scritto in pagina (dove uso i termini “Cc” per cucchiaio da zuppa e “cc per cucchiaino da tè)
1 l di latte
2 Cc di panna
500 g di farina bianca
sale q.b.
olio di semi per ungere la padella
Buona sera. Dove si posso acquistare i ferri originali per la cottura ?
Ciao, non saprei ma immagino che in alta Valsesia si trovino in qualche negozio di souvenir, oppure cerca nei mercatini online amazon ecc. Io li faccio a casa in padella antiaderente da crespelle, ovvio non è la stessa cosa, ma non serve per forza il ferro per gustarle 😉