Ci sono puntate che nascono con un’idea chiara e poi prendono una direzione tutta loro.
Quella da Burrocacao, a Imola, è una di queste.
Appena entrato capisci che non sarà un’intervista ordinata. Ci sono due gemelle, Giulia ed Elisa Manara, che condividono il banco ma non sempre il gusto, un laboratorio che lavora sul serio e una conversazione che scivola continuamente tra tecnica, ironia e improvvisazione. Il risultato è un’ora abbondante di gelato vissuto, più che raccontato.
Il nome Burrocacao e l’idea di continuità
La puntata parte dal nome. Burrocacao non è una trovata creativa a tavolino, ma un omaggio diretto a un gusto storico della gelateria precedente. Un modo intelligente, e dichiarato senza troppi giri di parole, per mantenere un legame con chi quel banco lo frequentava già anni prima. Tradizione e pragmatismo che convivono, senza retorica.
La valigia svizzera e il caos che funziona
A un certo punto entra in scena la valigia svizzera. Dentro non ci sono souvenir, ma ingredienti: raclette, patate, cetriolini, pepe della Vallemaggia. Da qui in poi la puntata cambia passo. Si assaggia, si commenta, si scherza sui gusti diversi delle gemelle e si capisce quanto il gelato possa diventare uno spazio di gioco serio.
Il bello è che niente è preparato. Si prova a costruire un gusto live partendo da quello che c’è, ragionando su equilibri, sapidità, grassi e acidità, senza mai perdere il tono leggero.
Territorio, rivalità e identità
Tra un assaggio e l’altro si finisce a parlare di territorio. Emilia, Romagna, Imola, Faenza. Non come etichette, ma come modi diversi di stare dietro a un banco e di raccontare il gelato. La rivalità c’è, ma è quella sana, fatta di battute e appartenenza, più che di contrapposizione vera.
Degustazione bendata e fiducia nel banco
La degustazione bendata diventa quasi uno show, ma il punto resta serio: la fiducia. Fiducia dei clienti, che accettano di farsi guidare anche verso gusti meno rassicuranti. Fiducia di chi sta dietro al banco, che non propone qualcosa “per stupire”, ma perché ci crede davvero.
La chiusura sul gelato gastronomico e sul Baccanale va nella stessa direzione: quando il rapporto è costruito bene, puoi permetterti di spingerti un po’ più in là.
Una giornata, più che una puntata
Quella da Burrocacao non è una puntata ordinata, né vuole esserlo. È una giornata passata insieme, fatta di assaggi, risate, deviazioni e gelato che prende forma mentre lo si racconta. Un caos controllato, appunto, che dice molto di come Giulia ed Elisa vivono il loro lavoro.
Ed è probabilmente per questo che funziona così bene.
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Incontri come questo ricordano quanto il gelato sia fatto di scelte, metodo ed esperienza, non solo di ricette. Gelato Project nasce dallo stesso principio: raccogliere idee e ricette che funzionano davvero, costruite nel tempo insieme a chi il gelato lo fa ogni giorno. È un modo per partire da basi solide e poi trovare la propria strada.
Il “Gelato Project” è un libro unico, dove i sostenitori diventano parte integrante del processo creativo. È un libro di ricette di gelato che cresce e si evolve ogni mese, arricchendosi di nuove ricette richieste da voi. Ogni ricetta è bilanciata professionalmente, rendendola perfetta per essere realizzata sia a casa che in gelateria. La magia del progetto risiede nella possibilità che avete di richiedere specifiche ricette, rendendo il libro un’opera collettiva su misura per chi lo supporta.
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