Questo venerdì, a Torino, ci saranno gelatieri con una maglietta bianca che dice «Io faccio il gelato» e appassionati con una colorata che risponde «E io lo mangio». Io, che faccio entrambe le cose con un certo impegno, dovrei probabilmente vestirmi a strati.

L’occasione è la prima Adunata Universale Gelatieri, per gli amici AUG, che il 25 settembre 2026 porterà nel centro di Torino oltre 150 gelatieri dall’Italia e dall’estero. L’iniziativa è di Alberto Marchetti, con la direzione di Marlena Buscemi, e si svolge durante Terra Madre Salone del Gusto.

L’idea è far incontrare chi il gelato lo prepara e chi, al momento di ordinarlo, deve prendere la difficile decisione tra due gusti e tre. Dietro quel banco ci sono scelte, prove, ingredienti, territori e persone di cui spesso conosciamo molto meno del gusto al pistacchio che ordiniamo ogni sabato. AUG vuole dare visibilità a quel lavoro e creare una comunità, facendo uscire i gelatieri dai laboratori per incontrarsi e incontrare il pubblico.

A me interessa parecchio anche quella parte lì. Tra i bilanciamenti, le ricette e le storie che raccolgo su Gelato Project, di occasioni per parlare di gelato ne trovo già abbastanza. Venerdì potrò farlo incontrando dal vivo altri appassionati e colleghi. Il fatto che sia prevista anche una cena magari vi aiuta a giustificare un bel weekend a Torino con la famiglia 😉

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Si parte alle 17 da piazza CLN, che per i giorni di Terra Madre diventa la piazza del gelato, con una parata per le vie del centro accompagnata da una banda. Alle 19:30 ci si siede a cena in piazza San Carlo, gelatieri e appassionati insieme. La parata è gratuita; per la cena aperta al pubblico la quota annunciata è di 45 euro, con cena, bevande e gelato di Alberto Marchetti, oltre alla maglietta e agli altri omaggi AUG. Le prenotazioni passano dalla pagina dell’evento su Eventbrite.

C’è anche un motivo in più per esserci: le quote raccolte, al netto delle spese organizzative, saranno devolute a CasaOz, che a Torino accoglie bambini e ragazzi con malattie, disabilità o fragilità e sostiene le loro famiglie.

Con me ci sarà anche Rufus. Lui non parla, quindi sulla carta è il compagno ideale per una giornata in cui vorrei ascoltare gli altri. Bisognerà vedere se riuscirò a fare altrettanto. Intanto, il nostro invito è qui sotto.

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Se venerdì siete a Torino, e mi (ci) vedi, passa a salutarci. Che facciate il gelato o lo mangiate, sono abbastanza sicuro che troveremo qualcosa di cui parlare.

Andrea Rapanaro